[luca] - aNobii
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lunedì 29 giugno 2009
mercoledì 25 marzo 2009
cosa diavolo significa in italiano - number nine
Non poteva muovere le braccia, né le gambe né, tantomeno, le mani. Era sdraiato su una specie di tavolo tondo, di legno grezzo, dal quale spuntavano legacci che lo immobilizzavano. Gli girava la testa, o forse era il tavolo a ruotare lentamente; ma non poteva capirlo perché, oltre il limitare del tavolo, tutto era buio. Avvertiva un lieve rumore di fondo: un cigolio che accompagnava i suoi capogiri. Probabilmente allora era il tavolo, a muoversi. Poi vide accendersi sul soffitto della stanza una scritta rossa, che spuntò dalla totale oscurità:
vi sono problemi di path dependance e di lock-in.
E poi apparve, in giallo fluorescente, al margine destro del suo campo visivo:
hanno generato una innovation pie mica da poco
E poi in verde, in basso a sinistra:
risorse costituite sia on patent che not on patent: questi diventano la nostra proxy per patent system
Poco a poco tutto il soffitto si riempì di frasi del genere, delle più svariate dimensioni e colori:
è stato chiesto loro il gender
Il tavolo continuava a girare ed a sottoporlo a quegl’incessanti lampi di dolore linguistico. Avrebbe voluto slegarsi e, come Nanni Moretti in Palombella Rossa, schiaffeggiare chi si era permesso di scrivere quelle frasi. Che le parole sono importanti.
Pensò di chiudere gli occhi: sarebbe stato infastidito dalla luce, ma almeno si sarebbe risparmiato il contenuto anglofono. Ma fu proprio in quel momento che cominciò la voce. Veniva da un potente microfono, che doveva essere agganciato al legno proprio accanto al suo orecchio destro
Dovresti essere a studiare, proprio come sta facendo la tua relevant other..
la tua partner ha fino l’assignment.
E poi, accanto all’orecchio sinistro:
se hai una montagna di debiti devi squeezare out le operations
l’innovazione non è più weak
la differenza principale è se compri human capital o phisical capital..
E poi apparve l’uomo con gli occhiali da sole: le lenti erano tonde ed enormi, gli coprivano una buona metà del viso. Spuntò dal buio, come fosse la cosa più naturale del mondo. Aveva un camice bianco e, sulle orecchie, due cuffie da dj, il cui spinotto si muoveva libero, sulla sua testa, come un’antenna floscia. Aveva un grosso pennarello in mano, e disse:
Adesso ti scrivo cool sulla pancia. È indelebile, vedrai che figata al proposal
E mentre quello gli alzava la maglietta, continuava a sentire
Gli extra profitti li ha presi il fast follower
E vedere
I mismatch fra gli elementi del sistema
E poi sentì suonare l’allarme, aprì gli occhi è si ritrovò nell’open space del dipartimento: si era addormentato sui libri e non era uscito prima di mezzanotte, facendo quindi scattare l’allarme. Il cuore gli batteva all’impazzata, fra la paura per il sogno e quella per la sirena che lo stava assordando. Sarebbe dovuto correre a disattivare l’allarme, chiamare la sicurezza e spiegare che andava tutto bene. Ma non ne poteva più. Lasciò le luci accese, le porte aperte e uscì, diretto in via zamboni. Qualcuno con cui ubriacarsi l’avrebbe di certo trovato.
vi sono problemi di path dependance e di lock-in.
E poi apparve, in giallo fluorescente, al margine destro del suo campo visivo:
hanno generato una innovation pie mica da poco
E poi in verde, in basso a sinistra:
risorse costituite sia on patent che not on patent: questi diventano la nostra proxy per patent system
Poco a poco tutto il soffitto si riempì di frasi del genere, delle più svariate dimensioni e colori:
è stato chiesto loro il gender
sono studi data-driven
il loro bargaining power è basso
il tempo dei manager è assorbito dalle operations
quello che riguarda il teaching per come è framed la domanda di ricerca
ultimo, interessante, piece of evidence
Il tavolo continuava a girare ed a sottoporlo a quegl’incessanti lampi di dolore linguistico. Avrebbe voluto slegarsi e, come Nanni Moretti in Palombella Rossa, schiaffeggiare chi si era permesso di scrivere quelle frasi. Che le parole sono importanti.
Pensò di chiudere gli occhi: sarebbe stato infastidito dalla luce, ma almeno si sarebbe risparmiato il contenuto anglofono. Ma fu proprio in quel momento che cominciò la voce. Veniva da un potente microfono, che doveva essere agganciato al legno proprio accanto al suo orecchio destro
Dovresti essere a studiare, proprio come sta facendo la tua relevant other..
la tua partner ha fino l’assignment.
E poi, accanto all’orecchio sinistro:
se hai una montagna di debiti devi squeezare out le operations
l’innovazione non è più weak
la differenza principale è se compri human capital o phisical capital..
E poi apparve l’uomo con gli occhiali da sole: le lenti erano tonde ed enormi, gli coprivano una buona metà del viso. Spuntò dal buio, come fosse la cosa più naturale del mondo. Aveva un camice bianco e, sulle orecchie, due cuffie da dj, il cui spinotto si muoveva libero, sulla sua testa, come un’antenna floscia. Aveva un grosso pennarello in mano, e disse:
Adesso ti scrivo cool sulla pancia. È indelebile, vedrai che figata al proposal
E mentre quello gli alzava la maglietta, continuava a sentire
Gli extra profitti li ha presi il fast follower
E vedere
I mismatch fra gli elementi del sistema
E poi sentì suonare l’allarme, aprì gli occhi è si ritrovò nell’open space del dipartimento: si era addormentato sui libri e non era uscito prima di mezzanotte, facendo quindi scattare l’allarme. Il cuore gli batteva all’impazzata, fra la paura per il sogno e quella per la sirena che lo stava assordando. Sarebbe dovuto correre a disattivare l’allarme, chiamare la sicurezza e spiegare che andava tutto bene. Ma non ne poteva più. Lasciò le luci accese, le porte aperte e uscì, diretto in via zamboni. Qualcuno con cui ubriacarsi l’avrebbe di certo trovato.
venerdì 14 novembre 2008
tre sono le cose di cui parlare
se solo ne avessi il tempo. le lascio qui a punti, senza velleità formali, perchè c'è bisogno di comunicarle. mescolo personale e politico, intimo e pubblico, perchè è la vita ad esser fatta così.
visto "vita di galileo" stasera a teatro. meraviglioso. e meraviglioso il dibattito sulla scienza, che deve aiutare gli uomini a vivere meglio.
visto formigoni, da vespa. due minuti, sono perfino troppo. dovrebbero vergognarsi, quelli di comunione e liberazione: prima fanno fallire il referendum che avrebbe permesso la ricerca che forse avrebbe potuto dare una speranza a chi, paralizzato dal collo in giù, è bloccato in un letto, poi si arrogano anche il diritto di decidere quando è giusto che una persona muoia. eluana englaro è solo l'ultimo capitolo: vogliono tutto. vogliono decidere cosa si può fare nei nostri letti, vogliono decidere per noi cosa si faccia della nostra vita. in fondo non è cambiato tanto, da quando bruciavano giordano bruno.
eppure giovanni paolo II aveta detto "lasciatemi tornare alla casa del padre", no?
e poi la diaz.
nessun colpevole, se non le ultime ruote del carro. nessuna giustizia è fatta. ma in tanti, squallidi, sono già a festeggiare in tv. nelle loro cravatte. la giustizia è morta un'altra volta.
visto "vita di galileo" stasera a teatro. meraviglioso. e meraviglioso il dibattito sulla scienza, che deve aiutare gli uomini a vivere meglio.
visto formigoni, da vespa. due minuti, sono perfino troppo. dovrebbero vergognarsi, quelli di comunione e liberazione: prima fanno fallire il referendum che avrebbe permesso la ricerca che forse avrebbe potuto dare una speranza a chi, paralizzato dal collo in giù, è bloccato in un letto, poi si arrogano anche il diritto di decidere quando è giusto che una persona muoia. eluana englaro è solo l'ultimo capitolo: vogliono tutto. vogliono decidere cosa si può fare nei nostri letti, vogliono decidere per noi cosa si faccia della nostra vita. in fondo non è cambiato tanto, da quando bruciavano giordano bruno.
eppure giovanni paolo II aveta detto "lasciatemi tornare alla casa del padre", no?
e poi la diaz.
nessun colpevole, se non le ultime ruote del carro. nessuna giustizia è fatta. ma in tanti, squallidi, sono già a festeggiare in tv. nelle loro cravatte. la giustizia è morta un'altra volta.
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mercoledì 5 novembre 2008
venerdì 5 settembre 2008
sento tornare vive parti delmio cervello che si stavano atrofizzando
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giovedì 4 settembre 2008
foto
qui un po' di foto:
http://www.flickr.com/photos/foto-luca/
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da mantova, cronache dal festivaletteratura
Oggi scrivo da un pc, il mio vecchio portatile che mi ha seguito qui a Mantova. Finalmente ho portato i suoi quattro kili di peso in redazione e, appoggiato su un tavolo di cartone, e seduto su uno sgabello triangolare di cartone, aggiorno il blog con le cronache di Mantova!
Oggi la giornata è iniziata con un dialogo sull'esperienza della morte: davvero interessante il dibatto che ne è seguito. Iona Heath, medico generico a Camden, Londra, ha parlato dell'esperienza del rapporto coi malati terminali e coi loro parenti. Discusso di accanimento terapeutico e natura che fa il suo corso. In prima fila, il vescovo di Mantova e due alti prelati ascoltavano silenzioni, scuotendo la testa solo quando uno spettatore, nel fare una domanda, ha affermato che "la Chiesa rifiuta l'idea della morte". Ma non sono intervenuti, e la cosa mi ha stupito. Solo dopo,nel camminare verso la mensa, ho visto la Heath, con la giornalista che la accompagnava, fermata da uno dei due prelati, in bicicletta. Lui raccontava loro cosa sia l'anima. Li ho fotografati. Il prelato, dopo avermi chiesto se fossi romano, mi ha dato il suo indirizzo, chiedendo se gli posso spedire le foto le foto.
A pranzo mi sono seduto al tavolo del traduttore della Heath, l'avevo conosciuto durante la mattinata. Oltre ad essere persona di interessantissima conversazione, mi ha fatto conoscere una ragazza che gestisce una piccola casa editrice. Utile per il dottorato. E poi, alla fine del pranzo, ho scoperto che l'altra persona seduta con noi, con la quale si chiaccherava, era Marina Astrologo.
Pomeriggio a fotografare Carlos Fuentes, davvero un gran personaggio. Ed adesso punto Gherardo Colombo.
La redazione dei fotografi è composta da circa 25 ragazzi: l'età media sarà sui 24 anni, ma tutte le età sono ben rappresentate. Lavoriamo su stupendi tavoli di cartone duro, piegato in forme triangolari, che risultano essere abbastanza solide. Ogni sera riceviamo il programma degli impegni del giorno successivo: due o tre eventi, nel corso di tutta la giornata. Per il resto potremmo girare liberamente per il festival, ma i kilometri fatti a piedi, il caldo ed i kili di attrezzature in spalla sono un potente deterrente. Anche raccontare queste cose sul blog risulta esserlo, in effetti... Dopo ogni evento passiamo dalla redazione, da cui sto scrivendo, a lasciare le foto, che saranno pubblicate sul sito e non so dove altro ancora. Per ogni evento dobbiamo selezionare un massimo di 25,comprendenti una serie di riprese standard: ingresso dell'autore, cartellone di presentazione dell'evento, pubblico (soprattutto se numeroso), volontari in maglietta blu, firma degli autografi, tavoli di legno, logo dell'eventuale sponsor..
E poi bisogna parlare di dove dormiamo.. maquesto domani,ora torno a fare foto!
Oggi la giornata è iniziata con un dialogo sull'esperienza della morte: davvero interessante il dibatto che ne è seguito. Iona Heath, medico generico a Camden, Londra, ha parlato dell'esperienza del rapporto coi malati terminali e coi loro parenti. Discusso di accanimento terapeutico e natura che fa il suo corso. In prima fila, il vescovo di Mantova e due alti prelati ascoltavano silenzioni, scuotendo la testa solo quando uno spettatore, nel fare una domanda, ha affermato che "la Chiesa rifiuta l'idea della morte". Ma non sono intervenuti, e la cosa mi ha stupito. Solo dopo,nel camminare verso la mensa, ho visto la Heath, con la giornalista che la accompagnava, fermata da uno dei due prelati, in bicicletta. Lui raccontava loro cosa sia l'anima. Li ho fotografati. Il prelato, dopo avermi chiesto se fossi romano, mi ha dato il suo indirizzo, chiedendo se gli posso spedire le foto le foto.
A pranzo mi sono seduto al tavolo del traduttore della Heath, l'avevo conosciuto durante la mattinata. Oltre ad essere persona di interessantissima conversazione, mi ha fatto conoscere una ragazza che gestisce una piccola casa editrice. Utile per il dottorato. E poi, alla fine del pranzo, ho scoperto che l'altra persona seduta con noi, con la quale si chiaccherava, era Marina Astrologo.
Pomeriggio a fotografare Carlos Fuentes, davvero un gran personaggio. Ed adesso punto Gherardo Colombo.
La redazione dei fotografi è composta da circa 25 ragazzi: l'età media sarà sui 24 anni, ma tutte le età sono ben rappresentate. Lavoriamo su stupendi tavoli di cartone duro, piegato in forme triangolari, che risultano essere abbastanza solide. Ogni sera riceviamo il programma degli impegni del giorno successivo: due o tre eventi, nel corso di tutta la giornata. Per il resto potremmo girare liberamente per il festival, ma i kilometri fatti a piedi, il caldo ed i kili di attrezzature in spalla sono un potente deterrente. Anche raccontare queste cose sul blog risulta esserlo, in effetti... Dopo ogni evento passiamo dalla redazione, da cui sto scrivendo, a lasciare le foto, che saranno pubblicate sul sito e non so dove altro ancora. Per ogni evento dobbiamo selezionare un massimo di 25,comprendenti una serie di riprese standard: ingresso dell'autore, cartellone di presentazione dell'evento, pubblico (soprattutto se numeroso), volontari in maglietta blu, firma degli autografi, tavoli di legno, logo dell'eventuale sponsor..
E poi bisogna parlare di dove dormiamo.. maquesto domani,ora torno a fare foto!
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